
Perché si dipinge? Questione di motivazione
La mia esperienza è che alla base della creazione di quadri moderni vi sia una motivazione forte, ben precisa in ogni momento, non sempre coerente, un’intuizione, una necessità, un’emozione ben precisa, più o meno consapevole, un bisogno filgi di un preciso momento personal. Guardando indietro alle opere di Francesca Sara Rastrelli, ho capito che la mia motivazione inevitabilmente è mutata nel tempo, con una consapevolezza maggiore, una capacità di guardarmi da fuori, di saper scrutare nel mio animo con maggior perizia. Ciononostante, ho sempre premura di salvaguardare la mia parte istintiva, lasciarla libera da sovrastrutture mentali anche perché le motivazioni dei miei quadri moderni, vengono chiaramente a galla solo ad opera completata.
Questo concetto mi è balzato forte alla mente quando, dopo la morte di una persona cara e durante la mia malattia, mi imponevo di reagire dipingendo fiori colorati ma più ci provavo e più tendevo a colori scuri, cupi e raffigurazioni forti. Alla fine, dopo diversi giorni e tanti tubetti di acrilico consumati, mi sono arresa all’evidenza del mio stato d’animo lugubre ed è così che sono nati i miei pochi quadri moderni incentrati sul color nero, che verranno annoverato nella sezione dedicata alla vendita dei dipinti.
Le motivazioni sono chiaramente ed involontariamente autoreferenziali: da bambina dipingevo per imitazione del mondo di mia madre, per potermi avvicinare un po’ di più a lei, poi come balsamo per tranquillizzarmi e rallentare il battito cardiaco, per curare la malattia e lenire il dolore ed esorcizzare la morte, poi per gioco, per voglia di sperimentazione, per misurare l’immagine mutevole della mia anima, per esplorare e dar voce ai sentimenti, per condividere pensieri, per “aiutare” e fare una carezza alle persone, nella speranza che nei miei quadri moderni possano trovare sollievo gli “altri”……e chissà per tutte le altre valide motivazioni future che ognuno di noi vorrà trovare.
L’importante per me è “comunicare” con gli altri, creando un ponte emotivo e, citando una battuta da un film di Sorrentino, dipingo perché “tengo ‘na cosa ‘a raccuntà!
