
Con quali occhi guardare un quadro?
Mi chiederei innanzitutto cosa voglia dire “guardare un quadro”.
Un quadro moderno, specialmente se astratto e materico, nella mia ottica, merita un approccio integrato tra le percezioni che arrivano dai diversi sensi. Mi spiego meglio: i miei quadri, generalmente materici e tridimensionali, per poterli apprezzare appieno, meriterebbero di essere vissuti in più modi.
Dal momento che ritengo che non basti volgere a questo tipo di quadri solo uno sguardo generale in lontananza e man mano procedere ad osservare da vicino i vari particolari, personalmente i miei quadri li mostro volutamente nudi (senza cornice posticcia) proprio per consentire al mio interlocutore di “toccarlo” affinché l’esperienza sia più completa.
In questo modo, il ricordo che avremo dell’opera sarà maggiormente marcato…..o perlomeno così penso.
Onestamente, vi chiedo ma quante volte in una mostra vi è venuta la voglia di toccare quel singolo dettaglio materico del quadro? Certamente ciò potrebbe arrecare una qualche usura alla tela, ma allora vi chiedo se sia più importante garantire l’immortalità ad un’opera d’arte o, dal momento che vive per suscitare emozioni in chi vi sta davanti, non sia più rilevante consentire un’esperienza completa anche a scapito di eventuali danni futuri? Ai posteri, l’ardua sentenza.
