
Questo è il ricordo più intimo e felice della mia infanzia toscana trascorsa in campagna dai nonni in totale libertà quando, nei caldi pomeriggi estivi, mentre tutti si chiudevano silenziosamente in casa, io passavo ore ed ore immersa nella frescura rigenerante di canneti, stagni e fiumi, con lo sguardo a pelo d’acqua. Furtivamente nel palco d’onore, osservavo cicale che frinivano, libellule leggiadre sulla superficie dell’acqua, frotte di insetti pattinatori indaffarati e piccole rane e grandi rospi che rompevano fragorosamente questa sinfonia gracidando e saltando dentro e fuori lo stagno, mentre, sotto, nell’acqua milioni di girini eccitati per la loro nuova vita si dimenavano in danze frenetiche.
Osservare dall’interno stagni ed i canneti, amplia il punto di vista antropocentrico, che generalmente si ferma alla superficie, per dare voce e dignità alla Natura piena di vita, poesia e leggerezza. Fermarsi ad ascoltare silenziosamente dona concretezza al mondo umano, dandoci la cifra perfetta della nostra misura nel mondo, ribaltando i concetti di vuoto-pieno, sopra-sotto e luce-ombra.
3 STELLE - Opera esposta e video esposta in mostra-fiera-evento di particolare rilievo, con commenti di critici importanti del settore e pubblicata in più cataloghi o annuari
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