
Tecnica o Istinto? Regole o ribellione? Talento?
Non avendo io Francesca Sara Rastrelli un “pedigree artistico classico”, mi sono sempre chiesta quanto questo potesse influenzare il mio percorso artistico che mi porta alla creazione di quadri moderni.
Per i Greci la “tecnica” è la capacità pratica di operare per raggiungere un dato fine, in quanto basata sulla conoscenza ed esperienza del modo in cui è possibile raggiungerlo, che nei latini si traduce ars, intesa come insieme delle norme applicate e seguite su cui è fondata la pratica di un’arte, di una professione o di una qualsiasi attività, non soltanto manuale ma anche strettamente intellettuale.
Come nascono allora il talento in un pittore contemporaneo? In un libro di Francesca Gino ho letto delle diverse tipologie di talenti ribelli, classificati da cinque elementi chiave: novità intesa come ricerca di tutto ciò che comporta un superamento verso il nuovo; curiosità, ossia, l’impulso che sin da bambini ci spinge a porci domande su quanto sconosciuto; prospettiva, ovvero, la capacità con cui i ribelli ampliano costantemente la loro visione del mondo per riuscire a scorgerlo con gli occhi degli altri; diversità, vale a dire, la tendenza a sfidare certi ruoli sociali predeterminati; ed infine, l’autenticità, che i ribelli abbracciano in tutto ciò che fanno, rimanendo aperti e vulnerabili per entrare in contatto con gli altri e imparare da loro. E conclude che “La ribellione è essenziale per l’innovazione. Quando infrangiamo le regole in modo costruttivo, lasciandoci esplorare e meravigliare anziché seguire semplicemente le procedure o i processi esistenti, le nostre idee sono più innovative”
In sintesi, ritengo che la risposta alla domanda iniziale abbia sfumature del tutto personali per ogni essere umano in base alla sua indole, alla sua abitudinarietà, al suo voler rimanere più o meno a lungo nella propria confort zone. Poi personalmente, sono per una visione inclusiva in cui una cosa non esclude l’altra…anzi!
